DESTINY 2: I RINNEGATI – Recensione


Cosa ne pensiamo

La mia valutazione 9.0

Quasi un anno fa è uscito il secondo capitolo del videogioco spara tutto “Destiny”, sviluppato da Bungie con l’assistenza di Vicarious Visions and High Moon Studios.

Perfino nel nome, “Destiny 2”, il nuovo videogioco sottolinea e specifica la continuità con il suo predecessore, tanto nella trama quanto nelle caratteristiche tecniche. Anche le ambientazioni sono più o meno sempre le stesse, sebbene ne siano state introdotte delle nuove come per esempio la luna di Saturno Titano, la luna di Giove Io, il pianeta Nessus e la Zona Morta Europea della Terra.

Le mappe di tutti questi luoghi, vecchi e nuovi, risultano essere di gran lunga più grandi rispetto a quelle presenti nel primo capitolo, quasi il doppio, se si considerano anche il pianeta Mercurio è il pianeta Marte, introdotti rispettivamente con l’espansione “La maledizione di Osiride” (il primo) e “La mente bellica” (il secondo).

Da non dimenticare poi anche la mappa relativa alla Riva Contorta introdotta dall’espansione “I Rinnegati”. Ebbene sì, come si può ben notare, nel corso del tempo Destiny 2 si è arricchito di espansioni: le prime due durante il suo primo anno di vita, mentre l’ultima espansione “I Rinnegati” è uscita solo pochi giorni fa, il 4 Settembre per la precisione.

Sono passati pochi giorni dalla sua uscita ufficiale sui mercati, eppure l’entusiasmo è già alle stelle e non si fa altro che parlare delle novità introdotte da quella che sembra essere stata già acclamata come l’espansione migliore.

La prima grande ed entusiasmante novità sta nell’ ambientazione. La caccia agli otto Baroni degli infami con cui si apre l’espansione in questione avviene a Riva Contorta, un’area meravigliosa realizzata con sapienza e cura ossessiva dei dettagli tanto da raggiungere livelli di design mai raggiunti precedentemente.

Una bravura che non cenna minimamente a diminuire, ma che al contrario raggiunge la sua massima espressione mano mano che ci si sposta per raggiungere la città Sognante, meta finale dell’intero videogioco, la cui mappa risulta essere la più grande di tutta la storia di “Destiny”. Un percorso certamente non facile e che mette a dura prova il giocatore esortandolo a eseguire tutte le attività.

Del resto ad animarlo ora c’è un nuovo sentimento, mai analizzato o sviscerato da Bungie, ovvero la vendetta. Il giocatore infatti lascia Riva Contorta per trovare colui che ha premuto il grilletto e ucciso il nostro cacciatore preferito, Cayde-6.

L’uomo in questione è il temibile Uldren Sow. Uno scontro epocale ed intendo che giustifica l’introduzione di Ultimo Desiderio, così come della Città Sognante, dimora degli Insonni, descritta precedentemente.

Ma proviamo a procedere per gradi. Inizialmente il giocatore è chiamato ad affrontare una serie di missioni volte alla lotta dei Baroni, ma per la prima volta in tutta la storia di Destiny non vi è un ordine prestabilito. Sarà il giocatore stesso a scegliere quale Barone o quale missione affrontare per prima.

Affinché ciò fosse possibile, Bungie ha dovuto trasformare le missioni in Avventure, con relativo livello consigliato: sebbene la logica suggerisca da sempre di affrontare le missini in considerazione del livello e dei poteri raggiunti fino a quel momento, nulla vieta al giocatore di provare e osare, rendendo così il gioco più stimolante, incerto e decisamente adrenalinico.

Forse però questo nuovo approccio alla logica di gioco porta ad una narrazione poco scorrevole, dando quasi l’impressione che non esista un vero e proprio filo conduttore.

Fortunatamente i combattimenti con i Baroni sono così carichi di novità e così differenti tra loro a non lasciare al giocatore di riflettere su questo punto ed eventualmente additarlo come un difetto.

Una volta completata l’intera campagna, innumerevoli percorsi si apriranno dinanzi al giocatore, continuamente chiamato a mettersi in gioco in nuove attività per ottenere armi e raggiungere la città Sognante, altra grande novità di quest’espansione. Bungie, infatti, non ha mai rivelato nulla circa questa destinazione end-game è molto probabilmente è stato proprio questo il motivo del suo grande successo.

La mancanza di informazioni, e al tempo stesso l’attesa, hanno alimentato nel giocatore il desiderio di conoscere pienamente, in ogni suo angolo remoto, questa nuova ambientazione.

Il mistero, il segreto, la scoperta. Il giocatore è completamente travolto da questo strano mix di nuove sensazioni. Per quanto riguarda le attività invece avete davvero l’imbarazzo della scelta: potete provare i tre nuovi assalti cooperativi ( quattro su PlayStation 4) o affrontare degli incarichi in grado di premiarvi una volta sconfitti i bersagli.

Altra grande novità introdotta dal l’espansione “I Rinnegati” è certamente Azzardo. Si tratta di una nuova modalità di gioco che cerca di unire sapientemente le dinamiche PvE con gli scontri PvP pieni di adrenalina.

Due team composti da quattro giocatori e nemici guidati dal l’intelligenza artificiale..nel mezzo solo scontri feroci.ogni nemico sconfitto e abbattuto lascia dietro di sé un item: la squadra che per prima raccogli sessantacinque item al centro della mappa, ha la possibilità di evocare un boss primordiale che, se eliminato, assicura la vittoria.

Ma non finisce qui. Azzardo prevede che per ogni item raccolto da una squadra, l’altra squadra ricevi un nemico in più da combattere, di livello sempre variabile di volta in volta. Insomma c’è voluto un po’ di tempo, ma ora Destiny 2 risulta davvero un gioco molto più completo e ricco di cose belle da fare grazie all’espansione “ I Rinnegati”. Provare per scoprire e credere.

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