Di certo non è la prima volta che Ceres, nota azienda produttrice di birra, prende a cuore una questione sociale.

 

Ed ecco che il marketing si sposa con l’attualità sociale e mette in mostra tutte le sue migliori carte cogliendo l’occasione di un evento, una tragedia, o un semplice battibecco tra due politici per accendere su di sé i riflettori dell’attenzione pubblica.

Questa volta l’evento è il tanto atteso Gay Pride di Roma 2015. Ceres non se lo fa ripetere due volte e crea una bottiglia speciale per festeggiare l’evento di cui è sponsor ufficiale.

La bottiglia per la prima volta si spoglia di ogni tipo di etichetta, persino della marca. Solo un adesivo e una scritta: “No alle etichette”.

Un messaggio semplice, ma che arriva dritto al cuore della gente. Un grido di libertà a nome di tutti gli uomini che non possono manifestare il proprio amore perché hanno paura di essere pestati a sangue, che non possono tenersi la mano al parco o sulla spiaggia con il proprio compagno perché hanno paura degli sguardi della gente. Sguardi che giudicano, e che, in alcuni casi, feriscono molto più delle percosse.

La bottiglia della Ceres si inserisce poi all’interno di una campagna pubblicitaria coraggiosa dove lo slogan che domina è il seguente: “Me la faccio con chi mi pare”.

Parole forti che esprimono la voglia di libertà, d’uguaglianza amorosa e di dignità che aleggiano al Gay Pride. Temi che scottano, che sollevano polverosi e pregiudizi sociali sempre più difficili da eliminare.

E il tentativo da parte di Ceres di sconfiggere il male con un sorriso e con l’ironia di una campagna pubblicitaria semplice, ma che al tempo stesso vuole far riflettere.

Perché l’amore deve essere uguale per tutti, un po’ come la birra. Nessuna etichetta. Nessun privilegio.Buzzoole

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